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MOTS-c e SS-31: i peptidi mitocondriali stanno diventando medicina o il biohacking è arrivato troppo presto?

28 settembre 2026Per abbonati
MOTS-c e SS-31: i peptidi mitocondriali stanno diventando medicina o il biohacking è arrivato troppo presto?

MOTS-c viene venduto come exercise mimetic e peptide anti-aging; SS-31, invece, nel 2025 è diventato un vero farmaco approvato negli USA per una rara malattia mitocondriale. Sembrano appartenere allo stesso futuro, ma le prove umane sono radicalmente diverse. Ecco dove finisce la biologia affascinante e dove comincia la medicina.

Due peptidi vengono spesso messi nello stesso cassetto del biohacking mitocondriale. Uno, MOTS-c, viene venduto online come se fosse già un acceleratore metabolico per esseri umani. L’altro, SS-31, ha attraversato trial clinici veri e nel settembre 2025 è diventato un farmaco approvato dalla FDA con il nome elamipretide.

Questa differenza racconta quasi perfettamente il problema dei peptidi nel biohacking: una biologia affascinante può essere molto più avanti della prova clinica.

MOTS-c viene descritto come “exercise mimetic”, attivatore di AMPK, peptide della longevità, supporto per sensibilità insulinica e performance. SS-31/elamipretide viene invece presentato come un riparatore dei mitocondri capace di stabilizzare la cardiolipina.

Entrambi hanno razionali scientifici interessanti. Ma se chiediamo una cosa molto semplice — che cosa è stato realmente dimostrato nell’uomo? — le due storie si separano brutalmente.

Prima sorpresa: i mitocondri non producono soltanto energia

Per decenni abbiamo raccontato i mitocondri come centrali energetiche cellulari. Oggi sappiamo che sono anche organelli di segnalazione e che il DNA mitocondriale contiene piccole open reading frame capaci di generare peptidi biologicamente attivi.

Tra questi troviamo Humanin e MOTS-c, i cosiddetti mitochondrial-derived peptides. Sono studiati per il loro possibile ruolo nella risposta allo stress cellulare, nel metabolismo e nell’omeostasi energetica.

Una systematic review pubblicata nel 2026 ha trovato che l’esercizio tende ad aumentare i livelli di questi peptidi endogeni, ma ha anche sottolineato quanto siano ancora pochi ed eterogenei gli studi, soprattutto nell’uomo.

Questo è già un primo indizio importante: il nostro organismo possiede una propria biologia dei peptidi mitocondriali, e l’esercizio sembra interagirvi. Ma osservare un peptide endogeno non equivale a dimostrare che iniettarne una versione sintetica produca lo stesso beneficio.

MOTS-c: perché ha conquistato il mondo longevity

MOTS-c è un peptide di 16 aminoacidi codificato nel DNA mitocondriale. Nei modelli sperimentali è stato associato alla regolazione metabolica e a pathway collegati ad AMPK.

Gli studi animali sono il motivo dell’entusiasmo. Nei roditori MOTS-c ha prodotto segnali su sensibilità insulinica, metabolismo, capacità fisica e declino legato all’età.

Questi sono dati interessanti. Ma sono dati preclinici.

Ed è proprio qui che online avviene il salto logico: “funziona nei topi” diventa “protocollo metabolico per l’uomo”.

Che cosa sappiamo davvero negli esseri umani?

Abbiamo studi umani che misurano il MOTS-c prodotto naturalmente dall’organismo. Per esempio, un esperimento controllato su esercizio di endurance e resistance training ha mostrato modificazioni dei livelli circolanti di MOTS-c e Humanin.

Questo dimostra che MOTS-c fa parte della fisiologia umana.

Non dimostra l’efficacia o la sicurezza di MOTS-c somministrato come farmaco.

Nel luglio 2026 la FDA, nella propria valutazione dei bulk drug substances per il compounding, ha dichiarato di non aver identificato dati di esposizione umana a prodotti contenenti MOTS-c somministrati per alcuna via. L’agenzia ha inoltre evidenziato incertezze su immunogenicità, impurità peptidiche e caratterizzazione del principio attivo.

Questa informazione è particolarmente importante perché MOTS-c è già disponibile nel mercato grigio come se il passaggio animale-uomo fosse stato completato. Non lo è.

Ma non esisteva un trial umano?

Qui nasce una delle confusioni più interessanti della letteratura online.

CohBar sviluppò CB4211, una molecola derivata dalla famiglia MOTS-c, portandola in uno studio di fase 1a/1b per obesità e NAFLD.

Nel comunicato aziendale del 2021, la fase 1b comprendeva 20 persone con obesità e fegato grasso: 11 ricevettero CB4211 e 9 placebo per quattro settimane. Furono riportate riduzioni di ALT, AST e glucosio e un trend sul peso, senza eventi avversi seri.

È un segnale interessante, ma bisogna mettere tre asterischi enormi:

  • CB4211 non è MOTS-c nativo;
  • i dati di efficacia sono stati comunicati come topline aziendale e non costituiscono un grande trial clinico peer-reviewed;
  • 20 partecipanti per quattro settimane non dimostrano né longevity né sicurezza cronica.

Utilizzare CB4211 per affermare che “MOTS-c è stato dimostrato sicuro nell’uomo” è quindi una semplificazione non giustificata.

Seconda sorpresa: SS-31 ha una storia completamente diversa

SS-31 è il nome con cui molti biohacker conoscono elamipretide, un tetrapeptide mitochondria-targeted che interagisce con la cardiolipina della membrana mitocondriale interna.

Qui non siamo più soltanto nel mondo dei topi.

Elamipretide è stato studiato in esseri umani in diversi contesti, comprese miopatie mitocondriali, insufficienza cardiaca e adulti anziani con ridotta funzione mitocondriale.

E il 19 settembre 2025 la FDA ha concesso l’approvazione accelerata a Forzinity, elamipretide, per migliorare la forza muscolare in pazienti adulti e pediatrici con sindrome di Barth di almeno 30 kg.

È un passaggio storico: un peptide mitochondria-targeted è diventato un farmaco approvato.

Ma attenzione: approvato non significa “approvato per anti-aging”

La sindrome di Barth è una rara malattia genetica mitocondriale, non l’invecchiamento fisiologico.

L’approvazione FDA è accelerata e basata sul miglioramento della forza degli estensori del ginocchio, considerato ragionevolmente predittivo di beneficio. L’agenzia ha richiesto un trial post-approvazione randomizzato e controllato per confermare il beneficio clinico.

Quindi la frase corretta è: elamipretide è un farmaco approvato per una specifica malattia mitocondriale rara.

La frase scorretta sarebbe: SS-31 è un peptide anti-aging clinicamente validato.

Il trial che i biohacker dovrebbero conoscere

Nel 2021 un RCT doppio cieco controllato con placebo studiò una singola dose di elamipretide in 39 adulti sani tra 60 e 85 anni selezionati per ridotta funzione mitocondriale muscolare.

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Dott. Stefano Santori

Autore

Dott. Stefano Santori

Direttore Scientifico

Autore, Coach, Formatore, Biohacker Fondatore del metodo Mindset Biohacking,

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